Zelensky avverte l’Occidente: “Se non ci date le armi che chiediamo, vuol dire una cosa sola”

“Possiamo vincere contro la Russia se ci date le armi. Ogni scusa e ogni ritardo ha un motivo: che i politici vogliono aiutare la Russia più di quanto vogliano aiutare l’Ucraina”. È un messaggio carico di amarezza e di rabbia, quello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky diffonde via social nella notte tra l'8 e il 9 aprile, alla vigilia del 45esimo giorno dell'invasione russa in Ucraina: “Ieri i russi hanno lanciato un missile sulla stazione di Kramatorsk, abbiamo perso 38 persone sono morte sul colpo, altre dodici sono morte in ospedale. Cinque tra loro erano bambini, e abbiamo ancora decine di feriti”, racconta.


“Giustizia per Kramatorsk”

“I propagandisti russi si sono prodigati nel dare a noi la colpa di questo crimine di guerra – continua Zelensky – Ma l'agenzia di stampa russa Ria Novosti ha parlato di questo attacco che i missili erano ancora in aria. E il giorno prima i russi avevano minacciato chiunque scappasse dal Donbass in treno”. Quel che si aspetta il presidente ucraino, dopo questo attacco, è una ferma condanna del resto del mondo. E soprattutto azioni direttamente consequenziali con tale condanna: “ Tutte le grandi potenze hanno condannato i russi per questo attacco e ci aspettiamo una ferma risposta a livello globale – spiega – Speriamo che la giustizia faccia il resto: vogliamo sapere da dove è partito il razzo, chi ha dato l’ordine, chi l’ha fatto partire”.


“Più armi e più sanzioni”

Ieri è stato anche il giorno in cui la presidente della Commissione dell’Unione Europea Ursula von der Leyen, insieme all'alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell hanno visitato Bucha, teatro di un altro massacro di civili e per loro, e per l’Ue, Zelensky ha parole di stima e gratitudine: “Sono grato a Von der Leyen per l’aiuto che ci sta dando nel denunciare i crimini di guerra e per l’aiuto finanziario che ci sta dando l’Europa – spiega Zelensky -, ma ho detto anche ai funzionari europei che le sanzioni attuali non bastano più, che serve un pieno embargo su petrolio e gas. Che le banche russe vanno disconnesse dal sistema finanziario globale. Penso che la morbidezza con cui molti stanno ancora trattando la Russia in occidente sia sbagliata”.

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