Senza soldi a fondo perduto avremo una crisi devastante

L'eurodeputato della Lega: " Anche gli Usa favorevoli agli aiuti, non ai prestiti. Gualtieri ha accettato il "prendere o lasciare". E Conte ha mentito sul Mes voluto dalla Spagna"


Antonio Rinaldi, economista eurocritico, è dal giugno 2019 europarlamentare della Lega. Conversa con La Verità dopo il Consiglio Europeo della scorsa settimana.


Professore, Giuseppe Conte si è presentato davanti alle telecamere trionfante, e francamente ce ne sfugge il motivo. Che coppa aveva appena vinto, la Champions League?

“Forse aveva giocato alla playstation. A leggere i commenti dei grandi quotidiani internazionali, infatti, il presunto bottino praticamente non esiste. Capisco le difficoltà interne di Conte, con il Pd ormai azionista di maggioranza e i Cinquestelle che hanno perso ogni bussola, ma dovrebbe esserci un limite alla propaganda di Giuseppi”

Dall’Ue sono stati messi in campo (o in qualche caso prospettati) quattro strumenti. Esaminiamoli a uno a uno. Cominciamo dal discusso Mes. Dicono che, in questa versione “sanitaria”, sarà senza condizioni. Ma non abbiamo visto da nessuna parte la modifica del trattato Mes, o del regolamento 472 del 2018. Su cosa si basa la convinzione che – in seconda battuta – non ci saranno trappole?

“Tutto ciò che riguarda i rapporti con l’Ue è regolato da precise norme. La ‘pacca sulla spalla’ e il ‘poi vediamo’ non sono previsti: non ci si può fidare di ciò che viene detto a voce…Da questo punto di vista, il Mes nacque come strumento concepito per gli stati non più in condizione di finanziarsi sui mercati: in una logica del genere, è chiaro che poi il prestatore ‘metta il naso’ nella gestione del paese richiedente. Ma questo non è e non può essere il caso dell’Italia, che invece ha sempre collocato benissimo i propri titoli”

Tra l’altro, 35-36 miliardi (quelli che ricaveremmo dal Mes) possiamo emetterli tranquillamente anche in un mese con nostri Btp. Perché dobbiamo invece esporci al rischio del cappio-Trojka?

“Ma infatti. Con un paradosso ulteriore: ora dovremmo prendere 35-36 miliardi solo per il settore sanitario, che però proprio per rispettare i parametri e i vincoli europei è stato oggetto negli anni passati di tagli di circa 37 miliardi a quelli che dovevano essere gli stanziamenti. In più c’è la vera insidia: che si vincoli all’accettazione del Mes l’accesso all’Omt, cioè l’intervento della Bce concepito ai tempi di Mario Draghi. Conte e Gualtieri sono caduti in un classico dell’Ue, la cosiddetta ‘logica di pacchetto’: prendere o lasciare. Così Gualtieri non ha avuto il coraggio, il 9 aprile all’Eurogruppo, di dire: sul resto ok, ma no al Mes. Ed è nata in questo modo la successiva bugia di Conte, subito smentita da Madrid, sul fatto che fosse la Spagna a volere il Mes””

Da questo punto di vista, lei e i suoi colleghi della Lega indicate come strada maestra il fatto di emettere titoli e contare sull’impegno della Bce ad acquistarli.

“Quella è la soluzione più lineare. Mi chiedo: che altro deve succedere, oltre a una pandemia, per far capire che ci serve una vera banca centrale europea non solo di nome, ma capace di operare come tale, come negli Usa, in Giappone, nel Regno Unito?”

Lei dice, in sostanza: occhio a un doppio standard per cui i paesi del Nord potranno sistemare i loro bilanci con i soldi della Bce, mentre a quelli del Sud verrà imposto un tutoraggio, per non dire un pilota automatico.

“Paradossalmente, la risposta alla pandemia rischia di allargare le divergenze tra i paesi Ue, anziché ricomporle: benefici per alcuni, vincoli per altri. E temo che alcuni osservatori non si rendano conto che stiamo per affrontare un problema sociale assolutamente drammatico, con imprese, commercianti, partite Iva, lavoratori che, non certo per colpa loro, si ritrovano senza soldi. Se non si entra nell’ordine di idee (accettato dagli Stati Uniti) di risorse a fondo perduto, andremo incontro a una crisi devastante”


Devo però esprimerle una preoccupazione. Poniamo che vi diano retta e si scelga la strada maestra: acquisti da parte della Bce. Ma se poi qualcuno (ad esempio la Corte Costituzionale tedesca) ordina lo stop? Sarebbe la fine del progetto Ue…

“In effetti è attesa a inizio maggio una pronuncia della Corte Costituzionale tedesca, che dovrà esprimersi sulla legittimità delle operazioni della Bce, se cioè sia immaginabile che un paese sia chiamato a garantire sui debiti di altri. Lo dico con grande chiarezza: dopo anni di menefreghismo e incomprensioni europee, questa del Coronavirus doveva essere l’occasione per un riscatto, un’opportunità irripetibile. E invece…”

Veniamo alla Bei. Che giudizio dà di quell’iniziativa? Certo, non è che improvvisamente possano chiedere alla Bei di agire in modo anomalo da banca centrale, cosa che la Bei non è…

“Guardi. Una prima cosa seria sarebbe sciogliere il Mes e riprenderci i nostri 14 miliardi. Oppure, come alternativa, mettere i fondi del Mes a capitale della Bei e consentirle di finanziare ben precisi progetti industriali, com’è nella sua missione”


E il fondo Sure? Alla fine sarebbero quattro settimane di cassa integrazione, più o meno…O è una visione troppo riduttiva da parte dei critici?

In Ue sono bravissimi a coniare acronimi per confondere le acque. E’ vero che in teoria ci sarebbero 100 miliardi nel fondo, ma oltre i 10 miliardi per un paese non si può andare. E allora…. Tutto è diluito, spezzettato”

Veniamo al famoso Recovery Fund. E’ stato detto: bene la cornice, peccato che manchi il quadro…

“A parole, sembra il proverbiale coniglio dal cilindro. Ma nei fatti non sappiamo nulla, tutto è ancora vago. E l’unica cosa probabile sono tempi di realizzazione molto, troppo lunghi”

Tra l’altro l’ancoraggio al bilancio 2021-2027 per definizione fa dubitare che le erogazioni possano avvenire già nel 2020

“Non solo la spalmatura nel tempo rischia di far sì che il fondo sia operativo troppo tardi, quando saremo tutti ‘morti’ dal punto di vista economico. Ma c’è di più: sappiamo già la lite che in corso da mesi sul bilancio europeo dopo l’uscita della Gran Bretagna. Qui come si arriverebbe al 2% del Pil? Ho paura che la via rischi di essere quella di nuove tasse, di astruse tasse europee. Una ragione di più per ritenere che questa sia un’ipotesi assolutamente peggiore rispetto alla strada maestra, e cioè l’intervento della Bce”

Le chiedo. Ma possibile che gli euroentusiasti non vedano la differenza con gli Usa? Lì il Presidente trova l’accordo con il Parlamento, si vota, e subito dopo ci sono le erogazioni di denaro a famiglie e imprese. Qui in Ue invece tutto è sottoposto a procedure defatiganti, spossanti, lunghissime…

“Quando ci sono troppi galli a cantare, non si fa mai giorno. Purtroppo, hanno fatto credere da anni che l’impostazione del progetto europeo fosse improntata alla solidarietà: ma i trattati e le norme dicono purtroppo altro. Da questo punto di vista, quando questa crisi sarà passata, verrà il tempo di una riflessione di fondo”


Quale?

“Sul progetto europeo. Occorre tornare alla logica della Cee: accordi di commercio e di altro tipo, con presupposti molto diversi da quelli dell’unione politica, e con regole differenti da quelle che – di tutta evidenza – hanno dimostrato nei fatti di non funzionare”


Però i pro Ue ribattono: stavolta un embrione di risposta europea c’è. Voi non correte il rischio di apparire troppo critici? Mi spiego: siete pronti a “andare a vedere” le carte, per inchiodare comunque l’Ue ai suoi impegni?

“Per ora abbiamo solo sentito parole, mentre di soldi non si è visto proprio nulla. E temo che, quando arriverà qualcosa, i singoli paesi scopriranno termini e condizioni molto penalizzanti”


Veniamo ai riflessi politici interni: lei i grillini li vede da vicino. Sono stati totalmente catturati dalla macchina Ue e dall’alleanza con il Pd?

“Eh, ormai soffrono di ‘poltronite perniciosa’. La loro alternativa politica non esiste più: sono attaccati allo scranno ad ogni costo…Pensi solo all’aver accettato l’alleanza con il Pd, che chiamavano ‘il partito di Bibbiano’. Pensi a tutti i loro punti programmatici, di fatto dimenticati o ripudiati. La triste realtà dice che la stragrande maggioranza dei loro parlamentari non sarà rieletta, e dunque pensa a stipendio e mutuo”

Quindi lei dice che alla fine ingoieranno anche il rospo del Mes…

“L’hanno già ingoiato. La scorsa settimana alla Camera, l’ordine del giorno di Fdi, votato anche dalla Lega, ha mostrato che contro il Mes si sono espressi coerentemente solo 7 grillini. Più chiaro di così?”

Si riesce a tenere unita una proposta alternativa di centrodestra o c’è il rischio che sul Mes si determini una spaccatura difficile da sanare con Fi?

“Francamente mi sarei aspettato da Forza Italia un netto no al Mes. Per le ragioni che ho spiegato, e cioè per il pericolo di condizionalità successive, il Mes rischia di portare in ultima analisi ad altre tasse, ad una patrimoniale, o a incursioni nei conti correnti. Mi sembra siano tutte ipotesi da evitare assolutamente”.


Articolo di Daniele Capezzone


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