Reddito Universale e di Cittadinanza: è tornato Robin Hood!

Un noto comico molto bravo nella comunicazione dopo aver partorito il reddito di cittadinanza appare in questi giorni sui social con il reddito universale.


Qualcuno ci aveva spiegato che la caduta del muro di Berlino aveva decretato la fine di quel comunismo duro e puro che conoscevamo come rovina dei popoli ed invece ecco che il comunismo riappare in tutto il suo splendore. Tutti uguali, tutti ignoranti, tutti affamati.


Il pensiero di sinistra, buonista solo di facciata ma in realtà “letale”, rischia di creare una netta separazione tra diverse parti della popolazione, da un lato chi lavora e lo vuole fare, dall’altra chi si fa mantenere. Da un punto di vista sociale questo assistenzialismo all’italiana è dannoso perché, pur convinto vi siano molti cittadini che cercano ma non trovano lavoro, sono altrettanto convinto vi sia una importante massa che invece preferisce rimanere a casa con la certezza di uno stipendio che in realtà stipendio non è, ed in alcuni casi come si è visto, “arrotondare” con qualche lavoretto in nero.

Di questo passo avremo un esercito di dipendenti Pubblici che lavorano solo ed esclusivamente perché qualcuno è riuscito negli anni a creare un sistema burocratico che non ha pari al mondo, un esercito di nullafacenti pagati per far nulla e un esercito di persone che, scusate il termine, si fanno il culo per mantenere gli altri. Un sistema così organizzato quanto può reggere? Secondo i grandi pensatori della sinistra, questa situazione divide e aumenta un certo odio tra le categorie sopra citate oppure avvicina le genti in un grande valzer dei fiori, dei colori e del welcome refuges?


A mio avviso avanti di questo passo si arriverà ad una rivoluzione sperando non violenta e auspicando che la prima testa a cadere sia quella della burocrazia.


Articolo a cura di: Michele Rossi Azzetti

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