Intanto gli Usa "spremono" la Fed

Le aziende americane avranno 4.000 miliardi di crediti perché 3.500 di essi saranno messi in circolo dalla Banca centrale. Noi invece condividiamo la Bce con altri 18 Paesi.

di FABIO DRAGONI


In casi di emergenza (e di coronavirus) la Federal Reserve oltre che fare la banca. centrale fa pure da banca commerciale. Lo prevede il suo statuto. E così Donald Trump pesca un meraviglioso coniglio dal cilindro. Prima propone al Congresso un pacchetto di aiuti finanziari alle imprese di circa 450 miliardi di dollari, che però subito dopo si trasformano in 4.000 miliardi di nuovi crediti.


Il bilancio della FED praticamente raddoppia ed i democratici, seppur in maggioranza al Congresso, si mangiano il fegato dalla rabbia. Se infatti Donald Trump avesse chiesto di far arrivare nelle casse delle aziende americane una cascata di denaro così poderosa, in anno di elezioni, mai gli avrebbero regalato un’arma nucleare anticrisi così devastante.


La chiave sta nelle cosiddette Asset Backed Securities (ABS). Quei titoli, ironia della sorte, la cui virale proliferazione ha innescato la grande crisi finanziaria del 2008 e che oggi daranno la più clamorosa ed istantanea svolta all’economia americana nel frattempo piagata da oltre tre milioni di richieste di sussidi di disoccupazione contro gli appena duecentomila di febbraio.


Il piano di Donald Trump si articola in cinque passaggi semplici ma esplosivi: viene costituita una società ad hoc (in gergo Special Purpose Vehicle o SPV) che acquista uno o più portafogli crediti erogati dalle banche americane sotto la regia e l’organizzazione di un organizzatore (l’arranger sarà Blackrock). Con quali soldi? Quelli derivanti dall’emissione delle ABS.


Le agenzie assegnano un giudizio di affidabilità. Tanto più il portafoglio dei crediti ceduti sarà ampio e diversificato tanto più alto sarà il rating. Il portafoglio crediti viene quindi “giuridicamente segregato”. I flussi di cassa futuri (rimborsi del capitale e pagamento di interessi dei crediti ceduti) serviranno a rimborsare capitale e cedole delle ABS.


E qui arriva il colpo gobbo. Il Tesoro acquista solo il 10% circa delle ABS assumendosi l’obbligo di sostenere per primo le eventuali perdite sui crediti ceduti fino anche all’eventuale azzeramento del valore delle ABS in suo portafoglio. Il rimanente 90% dell’emissione, circa 3.500 miliardi, lo acquista invece la FED che crea con un click il denaro necessario. Gli aiuti deliberati dal Congresso servono a finanziare l’acquisto del 10% del totale non l’intera torta.


L’operazione è tecnicamente inattaccabile. La FED crea infatti denaro dal nulla ma non per salvare gli “amici degli amici”. Il primo a rimetterci, in caso di perdite su crediti, sarà infatti il Tesoro. In più le banche commerciali hanno a disposizione un formidabile strumento. Erogano il credito, lo cedono alla SPV, lucrano la giusta differenza e ripartono ad erogare altri prestiti come se non ci fosse un domani. Questi, perché possano essere ceduti, devono ovviamente sottostare a determinate caratteristiche. Ad esempio, per accedere a quel credito l’impresa debitrice si impegna a non distribuire dividendi agli azionisti o compensi agli amministratori oltre certe specifiche soglie. Almeno finché non ha rimborsato il dovuto.


Neppure Donald Trump potrà quindi essere accusato di aver illecitamente aiutato le imprese. E potranno essere organizzate tante operazioni di cessione diverse e personalizzate in base al settore da rilanciare. Dentro un budget di 4.000 miliardi ne hai di spazio; quasi il 20% del PIL ci sta la più straordinaria inondazione di credito che aiuterà gli USA ad uscire subito dall’incubo COVID-19. Se potessimo farlo pure noi in Italia sarebbero oltre 350 miliardi di nuova liquidità per le aziende. Ma non abbiamo una nostra Banca Centrale e quindi nulla! O meglio abbiamo la BCE ma la condividiamo con altri diciotto partner. E non possiamo fare ciò che ci pare e che ci serve. Avere un bagno tutto per sé o in comune fa la sua differenza.


articolo pubblicato su LA VERITÀ del 29 marzo 2020


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