Il Mes invece resta e ci impiccherà. Se ne accorge perfino «Repubblica»

Il quotidiano «scopre» le condizioni, Gentiloni a denti stretti «C'è da lavorare sulla sorveglianza». Il M5s boccia la proposta della Lega contro il Meccanismo di stabilità e si allinea così a Pd e renziani.


È il 1° maggio ed a primavera si sa che spunta…no non spunta nessun fiore. Ma la “la vigilanza rafforzata. Commissione e BCE controlleranno Roma” così titolava ieri a Repubblica. Risvegliatasi dal letargo invernale, la redazione del neodirettore Maurizio Molinari cade dal pero e scopre ciò che sta scritto a caratteri cubitali nel trattato sul funzionamento dell’Unione europea (articolo 136 comma 3), nel trattato istitutivo del MES ed in qualsiasi suo documento operativo passato, presente e futuro. Il bravo Luca D’Argenio mette infatti le mani sul Term Sheet del MES prossimo venturo l’equivalente del Foglio Informativo Sintetico che vi viene consegnato prima di stipulare un mutuo e dove ci sono scritte tutte le informazioni più importanti (tasso, durata, clausole rilevanti) che regoleranno il rapporto fra Voi e la Banca- e scopre ciò che scriviamo da mesi su La Verità. Il MES senza condizioni non esiste così come non troverete mai in natura un leone vegetariano. Firmando il MES l’Italia entrerà sotto “il monitoraggio e la sorveglianza in accordo con le regole del ‘Two Pack’”. Ciò che “in teoria potrebbe portare alla richiesta di un doloroso programma di aggiustamento macroeonomico” scrive D’Argenio. Sono tempi duri per i fautori del MES. Le loro ultime tre argomentazioni utilizzate per caldeggiarne la firma (un’ideale linea del Piave) sono sistematicamente e quotidianamente disintegrate dai fatti e dalle dichiarazioni di interlocutori decisamente insospettabili. La prima delle loro bufale è appunto la presunta assenza di condizionalità, se non il semplice impegno ad utilizzarne i fondi per acquistare mascherine o ventilatori meccanici per la terapia intensiva. Ma sempre dalle colonne di Repubblica addirittura due giorni fa, è toccato a due autorevoli esponenti del calibro di Cottarelli e Moavero Milanesi, ammettere che il MES è “uno snodo insidioso” per l’Italia perché vi sarebbe appunto una “sorveglianza rafforzata” con “missioni di verifica periodiche della Commissione, della Banca Centrale Europea se del caso con l’assistenza del FMI”. La Troika appunto. Ed alla fine il Consiglio UE potrebbe “raccomandare allo Stato misure correttive” invitandolo a “predisporre un progetto di aggiustamento macroeconomico”. Una raccomandazione che condizionerebbe in negativo l’andamento dei rendimenti dei nostri BTP. E tutto questo prima che queste supposizioni venissero integralmente confermate dallo scoop di D’Argenio. E dallo stesso Commissario Gentiloni cui è toccato ammettere che toccherà alla Commissione UE sorvegliare aggiungendo “C’è un gran l’avorio su come adattare regolamenti che sono figli di un’epoca precedente a queste decisioni politiche”. Rimane quindi la seconda bufala con cui i supporter del MES provano a difenderne l’utilità. La sua attivazione aprirebbe i forzieri della BCE che potrebbe -attraverso il piano OMT acquistare senza limiti BTP con scadenza da uno a tre anni. Peccato però che siano le stesse Banca d’Italia (per bocca del suo capo economista Gaiotti) e la BCE attraverso la massima esponente Lagarde a ribadire come questi strumenti siano stati introdotti nel 2012 “in tempi e circostanze diverse” quando sembrava che la crisi di un singolo Paese potesse mettere a rischio l’intera eurozona, mentre ora invece la pandemia è globale. E del resto la BCE, dice ancora la Lagarde, potrà estendere il suo già deliberato programma di acquisti di titoli di Stato con scadenza fino a trent’anni ben oltre il 2020 dal momento che non tollererà allargamenti degli spread e così contraddicendo platealmente quanto goffamente pronunciato nella sua prima conferenza stampa. Che senso avrebbe quindi pagare con il sangue attraverso il MES ciò che la BCE già oggi fa gratis e con molta maggiore flessibilità? Rimane infine l’ultima balla. Dal momento che il Fondo Salva Stati, dato il suo rating AAA, può indebitarsi a tassi negativi lo stesso potrebbe a sua volta permettersi di finanziare i suoi sventurati clienti a tasso zero mentre oggi l’Italia coi suoi BTP a dieci anni paga grosso modo l’1,8%. L’argomentazione sembra solida ma si scioglie come neve al sole alla prova dei fatti. I BTP emessi da Via XX Settembre e sottoscritti dalla Banca d’Italia per conto della BCE in misura pari ad almeno l’80% sono di fatto una partita di giro. L’Italia potrebbe pure emetterli al rendimento del 5%. Quegli interessi verrebbero incassati da Via Nazionale e poi rigirati al Tesoro sotto forma di dividendo come infatti già oggi avviene dal momento che la cedola sarà quest’anno pari a quasi 8 miliardi. Sarebbero insomma una partita di giro. Ben diversa da quella di raggiro giocata invece ieri al Senato dal Movimento Cinque Stelle che ha votato no alla proposta con cui la Lega di fatto autorizzava il Governo ad un ulteriore sfioramento del deficit tuttavia impegnandolo a non richiedere i soldi del MES. E niente: i cinque stelle, come il PD e IV, vogliono in tutti modi i soldi del MES sebbene la BCE compri BTP creando denaro dal nulla. A questo punto rimane un’ultima provocazione: perché Gualtieri non propone al MES di sottoscrivere un’emissione di BTP in legge italiana per 35 miliardi da spendere in sanità? Già perché non lo fai Giuseppi?


Articolo di Fabio Dragoni


0 visualizzazioni