Così Giuseppi e Gualtieri rischiano di mandare a monte l’asta dei Btp

Tra i pericoli del Meccanismo di stabilità c’è quello di veder declassati titoli di Stato.


“Con la presente inoltro la richiesta di supporto nel rispetto dell’articolo 13 (1) del trattato istitutivo del Mes in considerazione del rischio di stabilità finanziaria dell’Italia…”. Queste saranno le esatte parole che Giuseppi dovrebbe teoricamente scrivere qualora decidesse di chiedere il supporto del Mes. Il tutto mentre è in programma una nuova emissione di Btp Italia fra il 18 ed il 21 maggio. Un’operazione che in verità parte con i migliori auspici.


Nessuna commissione di collocamento ed un rendimento al netto dell’inflazione pari all’1,4% che salirà a quasi l’1,6% qualora il titolo fosse detenuto fino alla scadenza dei cinque anni. Il debito Italia piace perché i fondamentali sono ancora buoni sebbene le previsioni sul crollo dell’economia per il 2020 siano ormai in doppia cifra. In tal senso, la consapevolezza che prima della scadenza del titolo ci sarà naturalmente un nuovo governo, unita alla matematica certezza che non potrà essere peggiore dell’attuale, costituiscono ulteriori e paradossali fattori di attrazione per gli investitori. Del resto, nei primi quattro mesi del 2020 sono state collocate in asta emissioni di Bot, Cct e Btp per 140 miliardi.


La domanda è stata superiore del 60% senza considerare i collocamenti privati di aprile di Btp con scadenza a 5 e 30 anni riservati ad investitori istituzionali per circa 16 miliardi e la cui richiesta è stata addirittura pari a quasi sette volte tanto.


E non potrebbe infatti essere altrimenti dal momento che il bilancio aggregato delle quattro più importanti banche centrali del pianeta (Eurozona, USA, Regno Unito e Giappone) è previsto arrivare al 30% del PIL contro il circa 20% di fine 2019. Un fiume di liquidità che non aspetta altro che essere impiegata. Infine, lo scorso 18 marzo la Banca Centrale Europea ha varato il cosiddetto PEPP (Pandemic Emergency Purchase Program) per un importo pari a 750 miliardi di euro con cui acquistare titoli di stato in tutto il 2020 ed in aggiunta a tutti i programmi di acquisto già in essere che hanno consentito alla BCE di arrivare a costruire un portafoglio di circa 2.800 miliardi di euro. Principalmente costituito da bond sovrani acquistati con il Public Sector Purchase Program (PSPP). Quello messo in discussione dalla Corte di Krlsruhe per intendersi.


La quota del PEPP riservata al nostro Paese arriva a circa 103 miliardi avendo la Banca d'Italia una quota pari a quasi il 13,8% del capitale della BCE. Si consideri poi che nei mesi di marzo e aprile 2020 gli investimenti in Btp dell'Eurotower sono stati pari a quasi 23 miliardi. Quindi la BCE può ancora acquistare almeno 80 miliardi di debito italiano.


A conti fatti, Conte e Gualtieri avranno al termine dell’operazione una responsabilità morale in più il cui peso forse pure loro riusciranno ad avvertire. Chiedendo infatti l’intervento del Fondo Salva Stati il cui credito sarebbe privilegiato nel rimborso di capitale ed interessi in caso di default, trasformerebbe gli oltre duemila miliardi di Bot, Btp e Cct attualmente in circolazione in titoli subordinati e quindi intrinsecamente più rischiosi.


Ne risentirebbe negativamente il loro prezzo nonché il rendimento delle future emissioni senza considerare le naturali conseguenze legali cui questo Governo non potrebbe naturalmente sottrarsi.


Come può essere immaginabile infatti che il Tesoro da una parte pubblicizzi l’intrinseca bontà del Btp Italia mentre dall’altra il Premier firma una richiesta di soccorso finanziario motivata da inspiegabili rischi di instabilità?


Il tutto mentre l’Italia ha praticamente in BCE un fido non ancora utilizzato di 80 miliardi a costo praticamente zero visto che oltre l’80% degli acquisti farebbe capo alla Banca d’Italia che quindi rigirerebbe gli interessi incassati sotto forma di dividendo al Tesoro?

Vedremmo la più incredibile ed ingiustificata tonnara finanziaria di cui Giuseppi e Gualtieri sarebbero i primi responsabili. Auguri. Articolo di Fabio Dragoni


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