Chiudono i bar italiani e aprono Starbucks: l’ennesima fotografia dell’Italia voluta da Draghi & co.

Schiacciati da un’emergenza continua, prima sotto forma di pandemia e ora come guerra, gli imprenditori italiani continuano a denunciare le tante, troppe difficoltà che li travolgono quotidianamente. A partire dal settore della ristorazione, uno dei più colpiti dalle restrizioni post-Covid, con tanti locali costretti in questi mesi a chiudere le saracinesche, qualcuno per sempre. Il tutto a vantaggio di quelle multinazionali sempre pronte a soppiantare le attività italiane, abbandonate dalla politica.



E così non stupisce la notizia di una folla che ha preso d’assalto il primo Starbucks aperto a Roma, all’interno dell’outlet di Castel Romano, circa trenta chilometri a sud della capitale. Come testimoniato delle fotografie, tanti clienti hanno fatto la fila per entrare all’interno dello store e gustare un caffè o un dolce della celebre catena americana.


Sul sito dell’outlet di Castel Romano si legge che “gli spazi del nuovo store manterranno la stessa atmosfera che contraddistingue gli altri punti vendita del brand. Un luogo accogliente e piacevole, in stile contemporaneo, dove trascorrere del tempo, grazie alla connessione wi-fi gratuita, e soprattutto dove poter degustare l’ampia scelta di bevande a base di caffè sostenibili di alta qualità e tè, accompagnati da un’elevata offerta gastronomica adatta a qualsiasi momento della giornata”.

Per cercare di andare incontro ai gusti degli italiani, tra le principali novità offerte dallo store c’è l’offerta gastronomica, modificata “a partire dalla colazione con un’offerta di fragranti croissant sfornati ogni giorno in store e farciti al momento con una scelta di creme, per poi passare allo Snack Lunch, che prevede una varietà di panini farciti al momento”.

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