C’è il trucco anche nel Recovery fund.

Il Parlamento, con il voto di M5S, PD e FI, approva una risoluzione sullo strumento. Ma sono soldi già nostri ridati in prestito, e senza la possibilità di essere usati per ciò che serve.


La scena è più o meno questa. Arriva un signore che vi ruba il portafoglio con dentro 260 euro. E ve ne restituisce 171. Cosa ne deducete? Che vi ha donato 171 euro oppure ve ne ha rubati 89? Ma non finisce qui. Perché questo signore vi obbliga anche a spendere i 171 euro che vi “dona” per acquistare un paio di scarpe piuttosto che fare la spesa al supermercato. Purtroppo però voi non siete scalzi ed avete fame. Ma tant’è! Dovete comprarci le scarpe di cui non avete bisogno e rimanere a stomaco vuoto. Ma non finisce qui perché vi viene pure imposto di acquistare coi 171 euro un paio di scarpe che costano almeno 342 euro perché ce ne dovete mettere altri 171 di tasca vostra. E può essere che questi 171 euro da aggiungere non li abbiate perché c’è un altro signore sottomesso a quello che vi ha preso il portafoglio che però vi obbliga a pagare tasse e gabelle cui non potrete sottrarvi perché se no vi pignora ciò che ancora vi rimane. Infine arriva un terzo signore che sul giornale scrive che voi siete stati incapaci a spendere i 171 euro che il primo signore vi ha donato. Io so che questa storia può sembrarvi assurda. Ma purtroppo è vera. Quello che vi ruba il portafoglio è l’Unione Europea, il secondo è lo stato italiano il terzo è un qualsiasi giornale che conduce inchiestone su come l’Italia non sappia spendere i fondi europei. Pure i numeri non sono dati a caso. 260 sono infatti i miliardi che l’Italia ha trasferito al bilancio UE dal 2000 al 2017 vedendosene riaccreditare 171 che devono essere spesi in progetti da “cofinanziare” che spesso l’ente assegnatario di turno (un comune, la Regione etc) non è in grado di utilizzare perché gli altrettanti fondi da mettere sul piatto non li ha in quanto i trasferimenti agli enti locali sono tagliati. Eh già, altrimenti esplode il debito pubblico che peserà come un “fardello” sulle spalle dei figli dei vostri figli. Così funziona in pratica il bilancio UE su cui dovrebbe basarsi il Recovery Fund che secondo Giuseppi dovrebbe salvare il nostro Paese dalla crisi innescata dal COVID. Con una particolarità. I trasferimenti al bilancio UE (in gergo MFF e neanche vi dico cosa significa questo acronimo cercatelo su Google se vi va) dovrebbero raddoppiare. Ah dimenticavo. Questi soldi vi sarebbero dati a prestito neppure donati. Come se il signore di prima praticamente vi avesse prestato quei 171 euro. Ursula Von Der Leyen ha presentato con tanti giri di parole il Recovery Fund lo scorso 13 maggio. Fondo che non sarà comunque disponibile prima del 2021 perché tanto ora c’è il BEI, il SURE ed il MES che è comunque la stessa cosa del Recovery Fund. In pratica dovremmo donare altri soldi sperando di riceverne indietro altrettanti (se ci va bene) perché la Commissione UE ci dice che se il coronavirus è stato uno shock che ha colpito tutti (la simmetria) c’è chi come l’Italia ne ha sofferto di più (l’asimmetria). Peccato che questi “altrettanti” sarebbero a prestito. Ma si sa! Conte, Gualtieri ed espertoni vari al loro fianco sono dei geni della finanza che lèvati. Pure il Parlamento UE con una risoluzione proposta e votata da popolari, socialisti, liberali, riformisti e verdi ha deliberato che questa è la strada giusta. D'altronde, dice Ursula, “non c’è un vaccino contro il cambiamento climatico” e bisogna investire nel “green new deal”.


Post Scriptum: tanto perché lo sappiate dentro quei 260 miliardi dati all’UE non ci sono i 58 spesi per il MES ed i prestiti bilaterali a Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda. Quelli sono a parte perché sarebbero “investimenti”.


Tipo l’auto che sull’Aurelia investe un gatto. Credo Articolo di Fabio Dragoni


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